24 febbraio 2011

Seminario su Frank Zappa

Yellow Shark

La musica di Frank Zappa
docente Francesco Baldi

La figura del musicista americano dagli esordi nella musica rock con le Mothers Of Invention alla consacrazione definitiva segnata dalle esecuzioni della sua musica da parte di grandi orchestre e di grandi solisti della musica classica e jazz.
Il seminario sarà supportato da registrazioni e filmati e si articolerà in 2 incontri che si effettueranno nel mese di marzo nei giorni:

venerdì 11 - lunedì 28 ore 10/12.30

Conservatorio Santa Cecilia

via dei Greci 18 – 00187 Roma
06.36096740/1

Sala dei Medaglioni


ufficio.stampa@conservatoriosantacecilia.it
http://www.conservatoriosantacecilia.it/

16 febbraio 2011

Un anno in conservatorio

Ho scritto questo post in conservatorio mentre aspettavo Yanina, la mia studentessa argentina di flauto complementare.
Oggi ho concordato le date per il mio seminario su Frank Zappa. Avevo chiesto di utilizzare la Sala dei Medaglioni, perché ho bisogno del videoproiettore e di un inpianto di diffusione sonora. La sala era praticamente già piena per tutto il mese di marzo, ma la signora Angela è riuscita a trovare due mattinate libere il venerdì 11 e il lunedì 28. Questo seminario mi è utile anche per introdurre il corso di Storia della Musica Rock che proporrò per il prossimo anno accademico, nonché per verificare l'utilizzo dell'attrezzatura del conservatorio (e del mio nuovo computer portatile).
Le altre piccole novità sono che ho capito che il giornale accademico (registro) è diviso in due parti: la prima per il corso istituzionale (vecchio ordinamento); la seconda per il nuovo ordinamento dove gli studenti devono firmare per la presenza. Ho anche ripreso a utilizzare il badge (cartellino) per certificare l'entrata e l'uscita dopo che una circolare del direttore trasmetteva la risposta dell'ARAN (agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), in verità poco chiara, in merito alle disposizioni per il rilevamento delle ore di servizio. Infine mi sono reso conto di aver fatto due lezioni in più non previste nel mio monte-ore che quindi dovrò modificare.

3 febbraio 2011

Un anno in conservatorio

In una bacheca piena di comunicazioni per gli studenti, che in questi giorni stanno votando per il rinnovo della loro consulta, compare un avviso rivolto ai docenti relativo alla presentazione del programma dei saggi che dovrà essere consegnato improrogabilmente entro il giorno 19 febbraio. Bene, mettiamoci al lavoro! Ho sempre considerato i saggi un evento importante per la didattica dello strumento. Non li ho mai concepiti come una "passerella" per fare bella figura, ma il momento in cui i ragazzi si esercitano nella realizzazione di una esecuzione pubblica. I saggi dovrebbero essere la manifestazione più importante in una scuola di musica come il conservatorio. Purtroppo l'esperienza degli ultimi anni al conservatorio di Frosinone è stata negativa: saggi organizzati in maniera superficiale (addirittura in concomitanza) e relegati in secondo piano rispetto ad altre manifestazioni dove suonavano o dirigevano docenti dell'istituto. Mi ricordo che quando ero studente ho conoscito tanta musica andando ad ascoltare i saggi dei miei compagni, per non parlare dell'emozione di suonare nella stessa sala dove avevo ascoltato grandi interpreti di livello internazionale. Purtroppo ho saputo che attualmente i saggi si tengono nella Sala dei Medaglioni e non in quella Accademica. Va bene lo stesso. Al momento stiamo definendo i pezzi da suonare e cercando collaborazioni pianistiche.

14 gennaio 2011

Un anno in conservatorio

Fine delle ferie invernali: mangiate, settimane bianche, parenti, viaggi, regali... Al ritorno lezioni scarse o... inesistenti. Capita spesso di questo periodo e sopratutto ai più giovani, ma questa settimana nessuno ha dimostrato di aver studiato a sufficienza. C'era anche chi aveva impedimenti fisici o era malato. In ogni caso spero che i ragazzi abbiano un rendimento maggiore fin dalle prossime settimane.
Qualche considerazione va fatta: vedo confermato che a questi ragazzi mancano le motivazioni per studiare musica a livello professionale. Quasi tutti pongono lo studio della musica in secondo piano, perché non vedono sbocchi professionali (almeno nel nostro paese). Ci sono colleghi che continuano a considerare il conservatorio una scuola di "eccellenza". Ma "eccellenza" per fare cosa?

27 dicembre 2010

Un anno in conservatorio

Siamo arrivati alla pausa di fine anno. Come sempre è troppo presto per fare bilanci. Le lezioni sono iniziate a novembre e fino a metà dicembre la classe non era ancora definita nel suo organico. Ultima arrivata è Agnese che si è iscritta al primo anno di trinnio. La cosa curiosa è che sembra non esistere un triennio di flauto, ma in segreteria e sul sito del conservatorio risulta esserci solo un triennio di traversiere! Se non esiste ce lo inventeremo. Il problema è che Agnese deve fare un suo piano di studio e se non ci sono i programmi... Ancora non conosco le posizioni dei miei colleghi in merito alla riforma, ma a Frosinone quasi tutti gli insegnanti del dipatimento dei Fiati puntavano sul prolungare il più possibile il vecchio ordinamento e indirizzavano al triennio gli allievi meno dotati. Considero questo un grave errore strategico perché, volenti o nolenti, il vecchio ordinamento non esiste più e il nostro futuro è nei corsi di triennio (e, si spera al più presto, nel biennio attualmente ancora in fase "sperimentale"). Bisogna costruire corsi di triennio validi e competitivi sia nei confronti degli altri conservatori che delle scuole private. Per fare questo bisogna superare la vecchia concezione che ogni singolo allievo "appartiene" a un determinato insegnante. Nei corsi di triennio (e di biennio) ogni allievo deve seguire vari corsi che possono essere tenuti da diversi insegnanti. Ad esempio: Repertorio flautistico; Pratica e passi orchestrali; Ottavino; Flauto in sol e flauti bassi; Repertorio contemporaneo e d'avanguardia; Repertorio barocco; Repertorio pop, jazz e rock; Storia del flauto; Organologia e tecniche di riparazione; etc. Ovviamente questi sono solo alcuni esempi e non materie da propinare in blocco allo studente (non avrebbe il tempo per studiare). Se invece continuiamo a voler insegnare solo ed esclusivamente al vecchio ordinamento ci autoeliminiamo dal processo di riforma e ci autoreleghiamo pericolosamente in una fascia d'insegnamento di scuola secondaria, dato che la maggioranza degli allievi del vecchio ordinamento ha una età compresa tra gli 11 e i 18 anni..

17 novembre 2010

Un anno in conservatorio

Ho ascoltato quasi tutti gli allievi tranne Valerio che ha una mano fasciata e Cristina che era influenzata. Ovviamente devo prendere ancora le misure a quelli che non conosco per poter fare lezione con profitto. Da questo punto di vista i più avvantaggiati sono Virginia e Davide che mi hanno seguito da quel di Frosinone. Con loro sono potuto ripartire dal lavoro interrotto questa estate. In classe ci sono anche Irene e Chiara che dovrebbero essere le ultime entrate con il vecchio ordinamento. Da quest'anno la legge 508/99 diventa realtà trasformando i conservatori e gli IMP in Università della musica! Peccato che i licei musicali (che dovrebbero preparare musicalmente gli studenti, in gran parte usciti dalle scuole medie a indirizzo musicale, fino alla maturità) siano degli oggetti misteriosi e in numero decisamente insufficente. Peccato anche che i docenti di conservatorio siano diventati professori universitari come tipologia di lavoro, ma non giuridicamente ed economicamente. Peccato... che questa riforma non sia stata varata prima di aprire conservatori a raffica senza una precisa politica musicale, in contemporanea con la chiusura di prestigiose orchestre della RAI. Dal prossimo anno, in teoria, dovremmo fare lezione solo agli studenti di triennio e di biennio. Peccato che nella mia classe non ce ne sia neanche uno!

12 novembre 2010

Un anno in conservatorio

Si comincia! Martedì 9 la prima lezione.
Prima partecipo al collegio dei docenti che si apre con il saluto ai colleghi che vanno in pensione e a quelli che, come me, subentrano. Mi colpisce l'alto numero dei pensionati rispetto a quello dei miei precedenti conservatori. D'altronde Roma è per molti una sede di arrivo e fine carriera. Io mi trasferisco a 54 anni e con molta probabilità finirò quì la mia attività in conservatorio.
Devo annotare su questo diario che sono rimasto perplesso nel non vedermi confermati gli stessi giorni dell'insegnante precedente. La motivazione mi evoca ricordi di caserma quando c'era la distinzione tra i "nonni" e le giovani "spine". Mi è stato detto che i professori trasferiti, essendo gli ultimi arrivati, devono sistemarsi nei giorni e nelle aule lasciate liberi dagli "anziani" (le esigenze degli allievi non sono state prese minimamente in considerazione). Per questo motivo il martedì pomeriggio mi è stata assegnata l'aula ex-archivio, alla quale si accede da una scala interna dal terzo piano. Si tratta di un'aula sotto il tetto considerata scomoda sia per le quattro rampe di scale, che per il clima freddo d'inverno e caldo d'estate. Ma quest'aula ha per me un grande valore affettivo essendo l'aula dove facevo lezione di musica elettronica con Franco Evangelisti. Franco è stato un'insegnante e un uomo al quale ero molto affezzionato e che ha fortemente influenzato la mia vita musicale e privata. Lui è sempre con me, anche dopo la sua morte avvenuta iol 28 gennaio del 1980. L'ultima volta che l'ho visto e che ho ascoltato la sua voce è stato proprio in quest'aula dove si fa lezione guardando il cielo di Roma.