22 maggio 2010

Cole Porter

Cole Porter (1891 - 1964) deve il suo nome ai due cognomi dei genitori: Kate Cole e Sam Porter. A differenza dei compositori suoi contemporanei (come Gershwin, Berlin e Rodgers) che provenivano da umili famiglie, nasce in una famiglia ricca che gli consentirà di vivere senza problemi economici e di dedicarsi alla musica con divertimento.
Nel 1916 esordisce a Broadway con la commedia musicale See America First che fu un grosso fiasco e dovette chiudere dopo due settimene. Si trasferisce quindi a Parigi per comporre canzoni e dopo lo scoppio della Grande Guerra inizia a viaggiare per l'Europa, stringendo amicizia con alcuni dei maggiori intellettuali ed artisti dell'epoca. Nel 1918 Porter incontrò la ricca e affascinante Linda Lee Thomas che sposò l'anno successivo. Nonostante fosse un marito devoto e affezionato, condusse una vita bisessuale che lo portò ad avere relazioni omosessuali con il ballerino e poeta russo Boris Kochno , con l'architetto Ed Tauch (dedicatario di Easy to Love) e con il coreografo Nelson Barclift (che ispirò a Cole la canzone You'd Be So Nice To Come Home To).
Torna a Broadway nel 1928 con il musical Paris che contiene la famosa Let's Do It il cui testo è giudicato ardito per i tempi. Al successo di Paris seguì nel 1932 The Gay Divorce per il quale Porter scrive Night And Day che diventerà uno dei suoi più grandi successi. La consacrazione definitiva avviene due anni dopo con Anything Goes che si avvale del libretto scritto da Guy Bolton e P.G. Wodehouse. L'anno seguente è la volta di Jubilee contenente la canzone Begin the Beguine che diventa subito un successo mondiale.
Nel 1937 una caduta da cavallo gli procura la frattura delle gambe e lo costringe a subire numerose operazioni, nonché a spostarsi su una sedia a rotelle. Porter entra in una profonda depressione che lo assillerà per il resto della sua vita. Quando si pensava che la sua carriera fosse finita, torna sulle scene nel 1948 con il suo più grande successo Kiss Me, Kate. Lo spettacolo è un classico esempio del "teatro nel teatro" alla base di molti musical. La storia è ispirata alla commedia shakespeariana La bisbetica domata e racconta la vicenda di una coppia di attori divorziati che si trovano riuniti a recitare sul palcoscenico. Per questo lavoro (che vincerà il Tony Award come miglior musical e Porter sarà premiato come migliore compositore) utilizza una grande varietà di stili musicali: dal madrigale rinascimentale alle più moderne tendenze jazz. Molti brani del musical sono diventati canzoni di successo come: Another Opening Another Show, So in Love, We Open in Venice, Tom, Dick or Harry, I've Come to Wive It Wealthily in Padua, Too Darn Hot, Always True to You in My Fashion e Brush Up Your Shakespeare.
Dopo l'incidente, Porter continuò a lavorare anche per Hollywood scrivendo le musiche per due film di Fred Astaire, per il musical The Pirate (Gene Kelly e Judy Garland) e per High Society (Bing Crosby, Frank Sinatra, Grace Kelly).
Nel 1958, dopo la morte della madre e della moglie, Cole Porter subì un'amputazione e gli fu messa una protesi. Queste difficili e dolorose prove lo portarono a smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata fino alla morte.

18 maggio 2010

Baba O' Riley - Pete Townshend Demo

Who’s Next

Verso la metà degli anni '60 gli Who seppero tradurre in musica il malessere e le esperienze adolescenziali dei giovani inglesi. My Generation era il manifesto di una intera generazione che voleva ribellarsi a quella dei propri genitori fino a sperare di morire prima di diventare vecchi. Gli Who sono gli anticipatori del movimento punk che sarebbe esploso dieci anni dopo.
Dopo i primi dirompenti album Pete Townshend, la "mente" del gruppo, inizia a dedicarsi a composizioni di opere rock. Dopo la pubblicazione di Tommy nel 1969 Townshend concepisce un'altra opera rock intitolata Lifehouse. Il progetto si rivela troppo ambizioso per i tempi tanto che verrà realizzato solo nel dicembre 1999 come dramma radiofonico in musica per la BBC a cui farà seguito nel 2000 un box set di 6 CD (The Lifehouse Chronicles). Il gruppo aveva già registrato alcuni brani e le tracce saranno utilizzate per produrre un album da titolo Who’s Next che uscirà nel 1971.Nel primo brano, Baba O’Riley, Townshend utilizza per la prima volta il sintetizzatore per confezionare un omaggio al minimalismo di Terry Riley e al santone indiano Meher Baba. La ballata Behind Blue Eyes è caratterizzata da una struggente melodia ed è diventata uno dei più celebri brani degli Who. L’album si chiude con il lungo manifesto di rivolta Won't Get Fooled Again.

16 maggio 2010

11 maggio 2010

Lo Zydeco

Lo Zydeco (dal francese les haricots) è una forma di musica folk, che si evolse durante la fine del 1800 per dar voce all'etnia meticcia di lingua francese Creola del Sud-Ovest della Louisiana. Durante i primi anni del XX° secolo questa musica profonda, altamente sincopata, dalle radici indigene, fu scoperta dagli etnomusicologi così come dalle etichette di registrazione. Di solito dai ritmi veloci, e dominata dalla fisarmonica e da una specie di lavatoio conosciuto col nome di rub-board o frottoir, la musica zydeco fu in origine pensata per le sale da ballo, per fare in modo che i neri e le persone libere di colore potessero riunirsi per socializzare. Allorquando i Creoli stabilirono le loro comunità di preghiera, la musica si spostò al centro della comunità cattolica ed in seguito alle sale da ballo rurali ed ai nightclub. Come risultato, lo Zydeco integrò valzer, danze shuffle, Passo a Due, blues, rock and roll, e molte danze musicali dell'epoca.
Oggi, la tradizione del cambiamento e dell'evoluzione in questo genere di musica continua, mantenendosi rilevante, integrando persino più generi come reggae, hip-hop, R&B, soul, ska, rock, afro-caraibica e altri stili che vanno aggiungendosi alle forme tradizionali.Gli inizi rurali dello zydeco e le condizioni economiche prevalenti durante la genesi di questo genere musicale, si riflettono sui titoli delle canzoni, sui testi e sul cantato depresso (blues).
La musica si presenta come sintesi della musica tradizionale Creola, con influenze dalla musica Cajun e dalla tradizione afro-americana inclusi R&B, blues, jazz, e gospel. Fu spesso definita solo come French music o come la-la. Il musicista Amédé Ardoin fece la prima registrazione di musica creola nel 1928. Questo tipo di musica servì da fondamenta per quel genere che verrà conosciuto più tardi col nome di zydeco.

Fats Domino

Antoine "Fats" Domino è nato il 26 febbraio 1928 in una zona povera di New Orleans che era stata da poco bonificata dalle paludi. Fin da giovanissimo impara a suonare il pianoforte influenzato dai pianisti boogie ed esibendosi nei locali honky tonk della città.
L'incontro con produttore Dave Bartholomew darà seguito a una collaborazione esemplare nell'ambito della musica rock di tutti i tempi. Il primo disco ufficiale è The Fat Man (1949), secondo molti il primo vero disco di rock and roll in quanto acquistato e ascoltato sia da ragazzi bianchi che da quelli afroamericani. Il brano è un rifacimento di Junker’s Blues di Champion Jack Dupree al quale Fats cambia le parole. A metà degli anni '50 Domino raggiunge le vette delle classifiche americane e inglesi con i dischi Ain’t That A Shame (1955), I’m In Love Again (the traditional Blueberry Hill, 1956), Blue Monday (1957), I’m Walking (1957). Il successo continuò fino ai primi anni '60, quando la British Invasion cambiò i gusti del pubblico giovanile.
La musica di Fats Domino si distaccava da quella dei maggiori roker considerata una minaccia dal pubblico adulto. La sua immagine era molto lontana dall’iconografia del rock and roll tutta sesso e ribellione. Il grasso, timido e riservato intrattenitore di New Orleans portò alle estreme conseguenze il vivace cajun boogie e il rilassato jump blues dei locali notturni della sua città. Con quello stile ibrido caratterizzato dalla sua voce in falsetto vendette sessantacinque milioni di dischi, risultando secondo soltanto a Presley.
Domino incise con regolarità fino al 1970, continuando a fare concerti dal vivo molto seguiti per vari decenni. La sua influenza sulla musica degli anni sessanta e settanta è testimoniata anche dal brano Lady Madonna dei Beatles che John Lennon e Paul McCartney scrissero per omaggiare il suo stile. L'ultimo suo successo è Fats is Back, proprio una cover del brano dei Beatles che rilancia l'immagine di Domino in Europa.

8 maggio 2010

Charles Ives

Charles Ives nacque nel Connecticut il 20 ottobre 1874, figlio di George che era un direttore di banda con interessi per la sperimentazione musicale come la costruzione di strumenti musicali che producevano quarti di tono. Un'altra esperienza di George Ives consisteva nel far suonare due brani con differente ritmo e tonalità da due bande che, marciando in direzione contrapposta, creavano effetti di poliritmia e politonalità. Questi esperimenti musicali del padre influenzarono fortemente il giovane Charles che, in seguito, riprodusse nelle sue composizioni ciò che aveva udito.
Charles Ives cominciò a comporre musica giovanissimo, sviluppando tecniche innovatrici che non potevano essere apprezzate dai suoi contemporanei condizionati da un clima musicale che faceva riferimento ai modelli ottocenteschi europei, soprattutto a quelli tedeschi. Il padre lo avviò allo studio del pianoforte, del violino, della cornetta e della composizione. Più tardi studiò l'organo e divenne dapprima organista nella chiesa battista, in seguito in una chiesa di Bloomfield (dal 1898 al 1900) e poi per due anni nella Central Presbyterian Church di New York.
Ives si rese conto della difficoltà di essere un musicista spregiudicatamente sperimentale in un ambiente musicale accademico e quindi decise di rinunciare a fare della composizione la propria professione, dandosi con successo all'attività di assicuratore e componendo nei momenti liberi. Le sue intuizioni musicali forgiarono un personalissimo linguaggio che era del tutto estraneo alle contemporanee ricerche delle avanguardie europee. Una delle caratteristiche più originali era quella di utilizzare complessi materiali eterogenei, sia da fonti classiche (come la Quinta di Beethoven) che da inni religiosi, canzoni, marce, musiche di banda. Nel 1981 scrisse Variations on "America" (ispirata dall'inno nazionale britannico) che eseguì personalmente per la festa dell'indipendenza il 4 luglio. Nel 1908 fu la volta di The Unanswered Question per un insolito insieme formato da una troma, quattro flauti e quartetto d'archi. La Concord Sonata (1909-1915) per pianoforte è formata da 4 movimenti dedicati a Emerson, Thoreau e agli Alcott. Tra le altre composizioni ricordiamo le 4 sinfonie, la Holydays Symphony (1904-1913), Central Park in the Dark (1906), Three Places in New England (1911-14), il Quartetto n. 2 e circa 150 Songs per voce e pianoforte.
Charles Ives morì a New York il 19 maggio 1954. Dopo meno di un decennio le sue composizioni iniziarono ad essere riconsiderate e Ives è attualmente considerato come dei più grandi compositori americani, sicuramente il primo di chiara fama.