4 maggio 2010

Venus in Furs

Venus in Furs è un brano dei Velvet Underground scritto da Lou Reed e pubblicato sul loro primo album del 1967 The Velvet Underground & Nico. La canzone si ispira all'omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, lo scrittore da cui deriva il termine masochismo, e narra di una morbosa storia di sesso impregnata di sadomasochismo.
La musica è contraddistinta dalla sonorità più tipica della band, caratterizzata dalla viola elettrica di John Cale e della Ostrich guitar di Reed, una chitarra con tutte le corde accordate sulla stessa nota.
Il brano veniva regolarmente eseguito durante gli show dell'Exploding Plastic Inevitable, uno degli spettacoli d'arte creato da Andy Warhol negli anni '60, dove ballerini muniti di fruste evocavano i personaggi del testo mentre il gruppo suonava.
L'ossessiva cadenza musicale sottolinea il clima morboso e perverso che nel finale si trasforma in una malinconica descrizione dell'angosciosa solitudine legata alla vita borghese: "I am tired, I am weary / I could sleep for a thousand years / A thousand dreams that would awake me / Different colors made of tears" (Sono stanco, sono esausto / Potrei dormire per un migliaio di anni / Un migliaio sono i sogni che potrebbero svegliarmi / Colori differenti, fatti di lacrime).

Kill for peace

Nel 1967 Tuli Kupferberg, straordinario personaggio della controcultura al confine fra mondo beat e folk revival, cantava insieme ai Fugs:
Kill, kill, kill for peace
Kill, kill, kill for peace
Near or middle or very far East
Far or near or very middle Ea
st.
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace: nel vicino o medio o molto estremo oriente, nell’estremo, vicino, o molto medio Oriente…” E continuava, scandendo sui cliché degli slogan politici e pubblicitari: “Se non li ammazzi tu li ammazzeranno los cubanos […] se non li ammazzi potrebbero sovvertire la Prussia, se non li ammazzi potrebbero amare la Russia […] ammazza, ammazza, sarà bellissimo, me l’ha promesso il mio capitano…” Kupferberg continuò ad aggiornare la canzone con nuove strofe, fino almeno alla fine degli anni ’80.
Purtroppo il suo “Kill for peace” ha continuato nel tempo a trovare nitide risonanze come nei recenti “bombardamenti umanitari” di fine millennio.

25 aprile 2010

solidarietà per Alfredo Gasponi

Documento di solidarietà al critico Alfredo Gasponi del Consiglio Accademico del Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone
Il Consiglio Accademico del Conservatorio "Licinio Refice" di Frosinone, in merito al recente pronunciamento di un tribunale competente, interpretando anche l'intenzione manifestata da numerosi docenti del nostro istituto, esprime la piena solidarietà nei confronti del prof. Alfredo Gasponi che per oltre venti anni è stato un apprezzato docente di storia della musica presso il nostro conservatorio. In tale funzione il prof. Gasponi ha sempre rilevato competenza ed equilibrio, qualità per le quali si è segnalato come critico musicale esternando da sempre, fra l'altro, nelle pagine de "Il Messagero" la sua più che lusinghiera considerazione della professionalità dell'orchestra di Santa Cecilia. Il Consiglio Accademico del Conservatorio di Frosinone si associa al documento del Collegio dei professori del Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma, ribadendo l'esigenza di una piena affermazione del diritto alla libertà di stampa e di pensiero e autorizzando la massima diffusione del presente documento.
Foto dell'articolo del 9 marzo 1996 de "Il Messaggero" per il quale il critico Alfredo Gasponi è stato condannato in appello a risarcire l’Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia con una cifra di 486.000 euro per avere redatto un'intervista al direttore Wolfgang Sawallisch richiamata in prima pagina col titolo “A Santa Cecilia non sanno suonare”.

24 aprile 2010

Hoagy Carmichael

Hoagy Carmichael nacque il 22 novembre del 1899 a Bloomington, Indiana. Studiò pianoforte con la madre e iniziò a comporre mentre frequentava la Indiana University. All'inizio la musica fu solo una occupazione parallela allo studio, ma poi decise di dedicarvisi completamente. Nel 1927 realizzo le sue prime incisioni per l'etichetta "Gennett". Carmichael era un songwriter dalla vena lirica con evidenti riferimenti alla musica afroamericana e una capacità di evocare le atmosfere più tipiche dell'America. Fu anche un eloquente interprete delle proprie canzoni tra le quali la più famosa fu Stardust (1927). Scrisse anche Riverboat Shuffle, Rockin' Chair, Washboard Blues, Heart & Soul e Georgia on My Mind che fu resa celebre nel 1960 da Ray Charles e che nel 1979 divenne canzone ufficiale dello stato di Georgia.
Hoagy Carmichael partecipò come attore ad almeno 14 film recitando al fianco di attori del calibro di Humphrey Bogart, Lauren Bacall e Kirk Douglas. Spesso in questi film appariva cantando una sua composizione accompagnandosi con il pianoforte.
Morì per infarto cardiaco il 27 dicembre del 1981 a Rancho Mirage, in California.

12 marzo 2010

Officina de L'Aquila

L’Officina de L’Aquila si forma nel conservatorio della città “Alfredo Casella” durante l’anno scolastico 1971/72. Nasce come gruppo di improvvisazione all’interno della classe di esercitazioni orchestrali per iniziativa dell’insegnante Gianluigi Gelmetti. Dopo i primi tentativi, a volte con risvolti comici data la inesperienza alla pratica del suonare improvvisando, il gruppo inizia ad avere una sua fisionomia musicale attraverso esercizi propedeutici. Alla fine dell’anno scolastico il gruppo è in grado di proporre le sue improvvisazioni in pubblico durante il saggio di esercitazioni orchestrali che si tiene il giorno 25 maggio. In questa occasione il “Gruppo d’Improvvisazione Alfredo Casella” esegue tre improvvisazioni: Situazione 1, Situazione 2 e Situazione 3. Il gruppo è formato da quelli che possono essere considerati i fondatori del complesso, insieme al maestro Gelmetti: Francesco Baldi, flauto; Massimo Paolucci, clarinetto; Gianluca Tarquinio, clarinetto; Giovanni Marulli, fagotto; Mario Scaglione, tromba; Raffaello Angelini, violoncello; Antonio De Laurentiis, contrabbasso.
Il 3 giugno 1973 avviene la prima uscita ufficiale del gruppo con l’esecuzione di una loro personale versione della partitura aleatoria Solo di Sylvano Bussotti in un concerto dedicato alle musiche del compositore toscano. Il concerto ha luogo nell’auditorium del castello de L’Aquila e il gruppo si esibisce sotto il nome “I Filarmonici Abruzzesi” diretto da Gianluigi Gelmetti.

Ne fanno parte: Francesco Baldi, flauto; Massimo Paolucci, clarinetto; Gianluca Tarquinio, clarinetto; Giovanni Marulli, fagotto; Mario Scaglione, tromba; Sabatino Servilio, violino; Raffaello Angelini, violoncello; Antonio De Laurentiis, contrabbasso.
Il giorno dopo il gruppo, nella stessa formazione, si esibisce nuovamente nell’auditorium del castello per i saggi finali del conservatorio. In questa occasione viene eseguita una composizione di Raffaello Angelini dal titolo Improvvisazione per sette strumenti, diretta dall’autore, alla quale fa seguito una improvvisazione del gruppo intitolata Divertissement per otto.
L’anno seguente il gruppo si esibisce il 16 febbraio, sempre nell’auditorium del castello cinquecentesco, all’interno della “Prima Settimana Aquilana di Musica Moderna e Contemporanea”. Il programma del concerto, interamente eseguito dall’insieme musicale, comprende: For Four (&more) di Carlo de Incontrera; Wirbel di Enrico Correggia; una improvvisazione del gruppo; Solo di Sylvano Bussotti; Sinfonia 2 di Domenico Guaccero. Per l’occasione viene scelto il nome “Gruppo Sperimentale Casella” e gli esecutori sono: Francesco Baldi, flauto; Vincenzo Santucci, flauto e ottavino; Massimo Paolucci, clarinetto e percussione; Gianluca Tarquinio, clarinetto e percussione; Roberto Corradetti, fagotto; Giovanni Marulli, fagotto; Mario Scaglione, tromba; Domenico Chiarelli, trombone e percussione; Orazio Tuccella, corno; Sabatino Servilio, violino; Raffaello Angelini, violoncello; Antonio De Laurentiis, contrabbasso e chitarra elettrica; Elena Matteucci, percussione; Sergio Rendine, pianoforte; Gianluigi Gelmetti, direttore. Il concerto riscuote molto successo, tanto che il programma sarà replicato più volte, con qualche variazione, nei concerti che seguiranno. In particolare la Sinfonia 2 di Domenico Guaccero, una partitura aleatoria che consente l’inserimento di molti spunti personali da parte degli esecutori, diventerà uno dei brani più eseguiti dal complesso. Con questo concerto inizia ad occuparsi del gruppo non solo la stampa locale, ma anche quella nazionale come la rivista “Jazz” con un articolo di Dario Salvatori.
Nel 1975 il gruppo decide di chiamarsi “Officina de L’Aquila” e con questo nome si esibisce in due concerti a L’Aquila il 14 e il 20 marzo. La scelta del nome sta ad indicare il modo di operare dell’insieme musicale che si ispira alle “officine” artistiche del medioevo. Nel complesso strumentale, accanto al nucleo “storico”, si inseriranno diversi esecutori a seconda delle esigenze musicali legate alle composizioni scelte per i vari concerti. Viene però deciso che faranno parte del gruppo di improvvisazione solo i componenti che si sono dedicati a questa prassi esecutiva fin dagli esordi in quanto hanno sviluppato un linguaggio autonomo che non è possibile acquisire con le prove per un singolo concerto. Tra le varie esibizioni durante l’anno sono da ricordare quelle all’interno della rassegna “Musica/Realtà” a Reggio Emilia e al “Festival Nazionale de L’Unità” di Firenze. Nel settembre dello stesso anno il gruppo si esibisce ad Amalfi. Dopo questo concerto finisce la collaborazione con il maestro Gianluigi Gelmetti e il gruppo cambia il nome in “Nuova Officina de L’Aquila”.
Con questa nuova sigla il gruppo parteciperà a numerose manifestazioni in varie città d’Italia, tra le quali si segnalano i concerti al “Beat 72”, lo storico locale che è stato il centro propulsore dell’avanguardia romana.
L’ultima esibizione del gruppo è stata nell’aprile del 1978 ad Ancona all’interno della rassegna concertistica dell’”A.I.M.A.S.”.

6 marzo 2010

The Kinks

La metà degli anni Sessanta vede emergere in Inghilterra i primi complessi che fanno della durezza espressiva la loro bandiera. Il riff duro di You Really Got Me dei Kinks viene dai più considerato come l'anticipazione dell’hard -rock.
Il gruppo è formato dai fratelli Ray e Dave Davies, dal bassista Peter Quaife e dal batterista Mick Avory. I lavori del gruppo si orientano verso progetti di concept-album come The Kinks Are The Village Green Preservation Society, uscito nel 1968, che è formato da quindici scenette musicali sul sogno della Vecchia Inghilterra dei bei tempi andati fatta di prati verdi, casette pulite e partite di cricket. L'album è uno dei lavori più riusciti del gruppo.
Nello stesso anno Ray Davies inizia a lavorare a un'opera rock commissionata da una emittente televisiva sulla caduta dell'impero britannico. Il lavoro viene poi rifiutato e il materiale è utilizzato per l'album Arthur Or The Decline And Fall Of The British Empire, interamente scritto da Davies, che esce nel 1969 (con il nuovo bassista John Dalton al posto di Peter Quaife).

British Invasion

Con il termine British Invasion si intende quel fenomeno musicale (e commerciale) per cui alcuni artisti originari del Regno Unito (soprattutto inglesi) iniziarono a fare tourneé negli Stati Uniti, in Australia e Canada e, successivamente, in altri paesi.
Tutto iniziò con i Beatles che, sbarcati negli USA, fecero una storica apparizione all’Ed Sullivan Show nel Febbraio del 1964. Le classifiche americane vengono conquistate da dischi dei Fab Four e il loro successo funge da trampolino di lancio nel nuovo continenti per altri gruppi del beat e del rock inglese come: Rolling Stones, Kinks, Animals, Hollies, Searchers e Troggs.
Una seconda ondata segna la comparsa di gruppi che risentono delle innovazioni musicali di fine anni ’60: Who, Cream, Procol Harum, Yardbirds e Zombies ne sono i principali protagonisti.
La British Invasion ha costituito un clamoroso capovolgimento di flusso. La musica nata in America e che era diventata espressione dei giovani, divenuti a tutti gli effetti un nuovo soggetto sociale, era stata praticamente messa al bando negli Stati Uniti. La stessa musica, "emigrata" in Inghilterra, ritorna nel paese d'origine riveduta e corretta dalle nuove band inglesi.
Ecco un elenco di alcuni gruppi protagonisti della British Invasion:
Freddie & the Dreamers; Gerry & the Pacemakers; Herman's Hermits; Manfred Mann; New Yardbirds; Pink Floyd; Spencer Davies Group; The Animals; The Beatles; The Moody Blues; The Easybeats; The Dave Clark Five;The Dirty Mac; The Hollies; The Kinks; The Rokes; The Rockin' Vickers; The Rolling Stones; The Shadows; The Small Faces; The Tremeloes; The Move; The Warriors; The Who; The Zombies.