24 maggio 2010
Kiss me Kate
Kiss me Kate è un musical scritto nel 1948 da Bella e Samuel Spewack e musicato da Cole Porter. La vicenda è un tipico esempio del "teatro nel teatro" alla base di molti musical. Racconta la storia di due attori, un tempo marito e moglie, che si trovano a recitare a Broadway nella versione musicale della commedia shakespeariana
La bisbetica domata, con l’ovvia nascita di bisticci e ripicche. A questo si aggiunge l'entrata in scena di due gangster che rivendicano un credito del capocomico per gioco d'azzardo. Realtà e finzione teatrale si fonderanno progressivamente fino alla riconciliazione dei due attori.
La bisbetica domata, con l’ovvia nascita di bisticci e ripicche. A questo si aggiunge l'entrata in scena di due gangster che rivendicano un credito del capocomico per gioco d'azzardo. Realtà e finzione teatrale si fonderanno progressivamente fino alla riconciliazione dei due attori.Kiss Me Kate debuttò il 30 Dicembre del 1948 al New Century Theatre di Broadway. Il successo lo porterà a essere replicato più di mille volte e rappresentato con successo in tutta l'Europa centrale e in Australia.
22 maggio 2010
Cole Porter
Cole Porter (1891 - 1964) deve il suo nome ai due cognomi dei genitori: Kate Cole e Sam Porter. A differenza dei compositori suoi contemporanei (come Gershwin, Berlin e Rodgers) che provenivano da umili famiglie, nasce in una famiglia ricca che gli consentirà di vivere senza problemi economici e di dedicarsi alla musica con divertimento.
Nel 1916 esordisce a Broadway con la commedia musicale See America First che fu un grosso fiasco e dovette chiudere dopo due settimene. Si trasferisce quindi a Parigi per comporre canzoni e dopo lo scoppio della Grande Guerra inizia a viaggiare per l'Europa, stringendo amicizia con alcuni dei maggiori intellettuali ed artisti dell'epoca. Nel 1918 Porter incontrò la ricca e affascinante Linda Lee Thomas che sposò l'anno successivo. Nonostante fosse un marito devoto e affezionato, condusse una vita bisessuale che lo portò ad avere relazioni omosessuali con il ballerino e poeta russo Boris Kochno , con l'architetto Ed Tauch (dedicatario di Easy to Love) e con il coreografo Nelson Barclift (che ispirò a Cole la canzone You'd Be So Nice To Come Home To).Torna a Broadway nel 1928 con il musical Paris che contiene la famosa Let's Do It il cui testo è giudicato ardito per i tempi. Al successo di Paris seguì nel 1932 The Gay Divorce per il quale Porter scrive Night And Day che diventerà uno dei suoi più grandi successi. La consacrazione definitiva avviene due anni dopo con Anything Goes che si avvale del libretto scritto da Guy Bolton e P.G. Wodehouse. L'anno seguente è la volta di Jubilee contenente la canzone Begin the Beguine che diventa subito un successo mondiale.
Nel 1937 una caduta da cavallo gli procura la frattura delle gambe e lo costringe a subire numerose operazioni, nonché a spostarsi su una sedia a rotelle. Porter entra in una profonda depressione che lo assillerà per il resto della sua vita. Quando si pensava che la sua carriera fosse finita, torna sulle scene nel 1948 con il suo più grande successo Kiss Me, Kate.
Lo spettacolo è un classico esempio del "teatro nel teatro" alla base di molti musical. La storia è ispirata alla commedia shakespeariana La bisbetica domata e racconta la vicenda di una coppia di attori divorziati che si trovano riuniti a recitare sul palcoscenico. Per questo lavoro (che vincerà il Tony Award come miglior musical e Porter sarà premiato come migliore compositore) utilizza una grande varietà di stili musicali: dal madrigale rinascimentale alle più moderne tendenze jazz. Molti brani del musical sono diventati canzoni di successo come: Another Opening Another Show, So in Love, We Open in Venice, Tom, Dick or Harry, I've Come to Wive It Wealthily in Padua, Too Darn Hot, Always True to You in My Fashion e Brush Up Your Shakespeare.
Lo spettacolo è un classico esempio del "teatro nel teatro" alla base di molti musical. La storia è ispirata alla commedia shakespeariana La bisbetica domata e racconta la vicenda di una coppia di attori divorziati che si trovano riuniti a recitare sul palcoscenico. Per questo lavoro (che vincerà il Tony Award come miglior musical e Porter sarà premiato come migliore compositore) utilizza una grande varietà di stili musicali: dal madrigale rinascimentale alle più moderne tendenze jazz. Molti brani del musical sono diventati canzoni di successo come: Another Opening Another Show, So in Love, We Open in Venice, Tom, Dick or Harry, I've Come to Wive It Wealthily in Padua, Too Darn Hot, Always True to You in My Fashion e Brush Up Your Shakespeare.Dopo l'incidente, Porter continuò a lavorare anche per Hollywood scrivendo le musiche per due film di Fred Astaire, per il musical The Pirate (Gene Kelly e Judy Garland) e per High Society (Bing Crosby, Frank Sinatra, Grace Kelly).
Nel 1958, dopo la morte della madre e della moglie, Cole Porter subì un'amputazione e gli fu messa una protesi. Queste difficili e dolorose prove lo portarono a smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata fino alla morte.
18 maggio 2010
Who’s Next
Verso la metà degli anni '60 gli Who seppero tradurre in musica il malessere e le esperienze adolescenziali dei giovani inglesi. My Generation era il manifesto di una intera generazione che voleva ribellarsi a quella dei propri genitori fino a sperare di morire prima di diventare vecchi. Gli Who sono gli anticipatori del movimento punk che sarebbe esploso dieci anni dopo.
Dopo i primi dirompenti album Pete Townshend, la "mente" del gruppo, inizia a dedicarsi a composizioni di opere rock. Dopo la pubblicazione di Tommy nel 1969 Townshend concepisce un'altra opera rock intitolata Lifehouse. Il progetto si rivela troppo ambizioso per i tempi tanto che verrà realizzato solo nel dicembre 1999 come dramma radiofonico in musica per la BBC a cui farà seguito nel 2000 un box set di 6 CD (The Lifehouse Chronicles). Il gruppo aveva già registrato alcuni brani e le tracce saranno utilizzate per produrre un album da titolo Who’s Next che uscirà nel 1971.
Nel primo brano, Baba O’Riley, Townshend utilizza per la prima volta il sintetizzatore per confezionare un omaggio al minimalismo di Terry Riley e al santone indiano Meher Baba. La ballata Behind Blue Eyes è caratterizzata da una struggente melodia ed è diventata uno dei più celebri brani degli Who. L’album si chiude con il lungo manifesto di rivolta Won't Get Fooled Again.
Nel primo brano, Baba O’Riley, Townshend utilizza per la prima volta il sintetizzatore per confezionare un omaggio al minimalismo di Terry Riley e al santone indiano Meher Baba. La ballata Behind Blue Eyes è caratterizzata da una struggente melodia ed è diventata uno dei più celebri brani degli Who. L’album si chiude con il lungo manifesto di rivolta Won't Get Fooled Again.16 maggio 2010
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