Fra la fine del 1800 e l’inizio della Grande Guerra è possibile assistere a spettacoli comici, cabaret, pantomime, balletti e ascoltare canzoni nei Caffè concerto, locali dove si potevano consumare bevande e generi alimentari nel corso dello spettacolo.

I Café-chantant segnarono l’emergere di una cultura popolare che diede vita alla tradizione della canzone francese, ma anche del music-hall e del cinema.

In questi locali hanno inizio le carriere di nuovi divi, che devono il loro successo soprattutto alla propria presenza scenica. A Napoli le dive del Caffè concerto vengono chiamate sciantose, termine derivato dal francese chanteuse (cantante). Nel 1875 Luigi Stellato lancia l’idea dello spogliarello attraverso la sua famosa A cammesella. Da questo momento il Caffè concerto italiano si differenzia da quello francese, pieno di fascino e raffinatezza, diventando un “luogo di perdizione” dove il pubblico si reca alla ricerca di atmosfere maliziose e dove si iniziano a utilizzare canzoni dal soggetto audace e con doppi sensi.
Nei caffè concerto trovano spazio anche i comici del futuro teatro delle varietà. Personaggi come Nicola Maldacea, Leopoldo Fregoli, Ettore Petrolini e Raffaele Viviani iniziano la loro gavetta su questi palcoscenici.
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